Shabby Chic

Che cos’è lo stile Shabby Chic?

Lo stile Shabby Chic è uno stile di interior design nel quale mobilio e rifiniture sono caratterizzati dai segni del tempo trascorso, o in alternativa, gli elementi più recenti vengono invecchiati e decapati mostrando aree consunte e sbiadite per ottenere un effetto di antichità.

Con Shabby Chic si intende anche la pittura applicata ai mobili e agli oggetti, spesso dipinti in più strati, il cui strato più superficiale viene levigato e sfregato fino a mostrare la base lignea o i strati sottostanti.

Le origini del termine

Il termine letteralmente significa “trasandato, logoro, consunto” ed è stato coniato negli anni ‘80 dalla rivista “The World of Interiors,” famoso magazine londinese pubblicato da Condé Nast. E’ diventato poi estremamente diffuso negli U.S.A. durante gli anni ’90, quando la designer di interni Rachel Ashwell fondò una società con l’omonimo nome, aprendo il primo negozio Shabby Chic Couture nel 1898 a Santa Monica, California.

I segni dello stile Shabby Chic sono ancora visibili nei centri culturali metropolitani della West Coast Americana, dove sono riscontrabili delle grandissime influenze della cultura provenzale, greca e toscana, e in generale mediterranea. In particolar modo, l’influenza più evidente è quella della tecnica decorativa del decapè, di origine francese, divenuta di moda durante il regno di Luigi XV.

L’esordio dello stile Shabby Chic

Lo stile ha avuto il suo inizio nel Regno Unito, con l’evocazione della tipologia di decorazione tipica delle grandi case di campagna, piene di divani sbiaditi, tende polverose, vecchie tele e un arredamento senza molte pretese. Il risultato finale prevede un effetto “trasandato di lusso” (shabby chic, appunto), con un tocco di eleganza retrò e un’atmosfera d’ambiente ovattata, romantica e rilassata.

Le prime forme di Shabby Chic erano abbastanza precise, ma col passare degli anni è avvenuta una commistione di decorazioni che hanno riversato la loro influenza sullo stile: dalla pittura svedese del XVIII secolo, ai castelli francesi della Loira, agli Shakers americani per i quali il minimalismo e la semplicità erano essenziali.

Il riutilizzo del mobilio

Il riutilizzo di mobili e tessuti è un aspetto importante per lo stile Shabby Chic ed è stato particolarmente diffuso tra gli artigiani e i bohémien moderni: durante gli anni ’80, mentre la decorazione costosa diventava di moda nella medio-alta borghesia, venne creato un movimento culturale parallelo, che prevedeva il recupero dell’arredamento più antico rivisitato sotto una nuova luce.

Comò e credenze sono elementi ricorrenti nello stile Shabby Chic: se lavorati da mani esperte, il risultato finale è un aspetto old-fashioned e “trasandato di lusso”, che rende ogni mobile e complemento d’arredo un pezzo unico e irripetibile. I mobili che per la loro età non corrispondono perfettamente a veri e propri oggetti d’antiquariato vengono solitamente scelti per la loro somiglianza con oggetti più datati, per poter ricreare un aspetto “vissuto” il più possibile naturale.

I materiali e i colori

I colori utilizzati sono spesso neutri e leggeri, come ad esempio il bianco, il panna e l’avorio, le tinte pastello come l’azzurro chiaro, il menta e il rosa, le tonalità del beige e del grigio perlato.

I materiali usati più frequentemente sono il ferro battuto, il cristallo, il legno e la porcellana. I tessili, sempre orientati sul bianco e su colori leggeri, sono ricchi di pizzi, ricami, merletti e motivi floreali.

Ai mobili possono inoltre essere aggiunti degli applique raffiguranti fiori e ghirlande, cherubini e motivi simili, o decorazioni e intagli basati su cuori, uccellini e rose.

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